Aneddoti e leggenda della vita di Osensei

La formidabile forza muscolare delle braccia di Morihei fu dovuta in buona parte agli anni di pesante lavoro
di trasporto del legname a Shirataki; ogni giorno, maneggiava una quantita' di piccoli tronchi di legno da 50 a
100 chili l'uno. Di quell'epoca sopravvivono numerosi aneddoti: si dice che una volta, con una mano sola,
riuscisse a tirare fuori da un fosso un cavallo che vi era caduto dentro assieme al carro; un'altra che mise
in fuga tre banditi che lo avevano aggredito per derubarlo; e che inoltre domo' un orso selvaggio che razziava i
campi per poi dividere la sua colazione con lui.






Dal suo rientro ad Ayabe si alleno' piu' intensamente che mai armando i suoi allievi con spade da combattimento
ed invitandoli a cercare di tagliarlo in due. Vi erano dei legami anche con il mondo spirituale: ogni mattina
alle undici, la sala di soggiorno nella casa di Morihei oscillava violentemente come se un suono non terrestre
venisse emesso dall'altare di famiglia, e tutte le sere alle nove si udiva un rumore terribile come provocato
dal passaggio di qualche oggetto grosso e pesante.






Durante la primavera del 1925 un istruttore di Kendo, nell'intento di collaudare la fama di Morihei gli fece
visita nel dojo di Ayabe. Basandosi sul suo sesto senso "un lampo di luce indicava la provenienza dell'attacco"
- Morihei evito' facilmente fendenti e affondi della spada di legno dell'istruttore. Dopo che questi se ne fu
andato, Morihei usci nel suo giardino a riposarsi. Improvvisamente si senti immerso in un bagno di luce celeste;
la terra tremo' mentre una nube d'oro sgorgava da terra e penetrava il suo corpo. Morihei penso' di essersi tra
sformato in un essere dorato che riempiva lo spazio: la barriera fra spirito e materia era crollata -
Io sono l'universo . Egli comprese che il vero scopo del budo era I'amore, I'amore che nutre ed ha cura degli
esseri viventi. Morihei aveva allora quarantadue anni.






Il famoso generale Miura, eroe della guerra russo-giapponese fu colpito dall' Aiki-jutsu di Ueshiba e decise
di studiare con Morihei. Tuttavia, ancora non completamente convinto delle capacita' di Morihei, Miura gli
organizzo' uno stage all'Accademia Militare di Touama, i cui studenti di kendo (combattimento con la baionetta)
andavano famosi per la ferocia, Ia struttura fisica e la forza bruta. Essi insistettero affinche' Morihei indossasse
I'armatura protettiva poiche' gli incontri potevano avere pesanti conseguenze. Morihei rifiuto' dicendo: Dato che
usate baionette di legno non preoccupatevi . E poi: "Attaccherete uno alla volta? "Certo", fu la risposta.
"Nel mio budo ci aspettiamo attacchi da ogni parte. Potete attaccare in gruppo anche voi . incredulo, solo uno
di loro si fece avanti. Quando gli altri Io videro atterrare sul didietro abbandonarono ogni riserva e Io
attaccarono tutti assieme. Nessuno riusci ad avvicinarsi a Morihei abbastanza da toccarlo.






Un fatto simile accadde all'Accademia della Polizia Militare. Gli allievi erano particolarmente duri, ed un
giorno pensarono di cogliere di sorpresa il loro istruttore. Di solito le lezioni si tenevano per gruppi di
20-30 allievi. ma in quell'occasione se ne presento' uno solo. Morihei gli diede una breve lezione e quindi si
avvio' verso il cortile per tornare a casa. All' improvviso tutti gli allievi della classe, sbucando da tutte
le parti, armati di bastoni, spade e baionette di legno, si precipitarono su Morihei per "dargli un salutino".
Nel suo abituale stile. senza scomporsi. Morihei evito' gli attacchi ed usci tranquillamente dalla porta principale
come se nulla fosse accaduto.






Alla sede centrale della polizia di Osaka, mentre stava tenendo una lezione, Morihei chiese a cinque dei piu'
aitanti ufficiali di tenerlo inchiodato a terra: uno sul petto con una presa alla gola, ed uno su ogni arto,
braccia e gambe. Benche' tutto il corpo di Morihei risultasse coperto dal peso dei poliziotti, in un attimo se
li scrollo' di dosso. Gli astanti non riuscirono a notare alcuna tecnica particolare e quando chiesero ai cinque
le loro impressioni, gli fu risposto: "Il suo corpo all'inizio sembrava di seta poi emise un breve kyai, divenne
duro come l'acciaio e fummo scaraventati via". Quello impegnato nella presa alla gola aggiunse che si senti
letteralmente strappare le mani dal collo di Morihei. Quest'ultimo li rimprovero' ridendo: "Fareste bene ad
imparare delle tecniche piu' efficaci, se dovere trattare con criminali pericolosi".




Morihei disse ai suoi uchi-deshi che se mai fossero riusciti a coglierlo impreparato anche per un solo momento,
avrebbe offerto un gran pranzo. Per giorni e notti ci provarono; perfino quando dormiva, Morihei avvertiva il
loro avvicinarsi; per questo si convinsero che non dormisse mai perche' affetto da qualche disturbo di origine
nervosa: percio' chiamarono un medico per farlo visitare "Mi sento bene - dichiaro' Morihei - perche' avete chiamato
un dottore?". Gli spiegarono i particolari dei loro tentavi notturni dicendogli che il suo agitarsi dava
l'impressione che non riposasse bene e faceva presumere qualche malattia. "Ero addormentato li rassicuro'- il mio
corpo emette raggi invisibili e se per caso qualcuno mi si avvicina nel raggio di cinque o sei metri io avverto
subito la sua presenza anche dormendo".




Sul filone di questo racconto Shirata Sensei ricorda che egli, con altri giovani uchideshi. talvolta se la
svignavano per godersi una nottata in citta'. Benche' la camera di Morihei fosse piuttosto lontana dalla porta
d'ingresso del dojo. ed i giovani usassero ogni precauzione per evitare il minimo rumore. invariabilmente la
mattina seguente si sentivano chiedere: "Ragazzi, dove siete stati ieri notte?".




Un giorno Morihei viaggiava con alcuni discepoli su un treno affollatissimo. L'uomo vicino a lui sembro' raggelarsi
ed assunse una strana espressione; i discepoli pensarono che Morihei conoscesse l'individuo, dato che stava
sorridendo. Alla prima fermata Morihei esclamo': "Sparisci" e l'uomo scese di corsa dal treno. "Chi era?"
gli chiesero. "Un borsaiolo" fu la risposta.




Sempre in tema di treni. Morihei era probabilmente il passeggero piu' stravagante del Paese. Insisteva per
trovarsi alla stazione almeno un'ora prima della partenza, che in fondo non era una mania poi cosi stravagante;
mentre lo era molto peggio la sua sconcertante abitudine di salire sul treno con tutto il bagaglio e con parecchi
aiutanti per poi saltare giu' di colpo un attimo prima che il treno si muovesse, esclamando: "Giu' da questo treno
Non voglio andare da nessuna parte! I discepoli non potevano che obbedirgli. Pochi minuti dopo che l'ultimo treno
era partito si rivolgeva loro: "ora mi sento molto meglio Andiamocene".




I suoi discepoli gli chiesero una volta se fossero vere le caratteristiche attribuite ai ninja -per esempio
divenire invisibile, camminare sull'acqua- "Avete visto troppi film" rispose "Prendete le vostre spade ed i
vostri bastoni ed io vi daro' una vera lezione di cos'e' il nin jutsu". Una decina di loro lo accerchiarono al
centro del dojo e, appena iniziarono l'attacco sentirono come una corrente d'aria e Morihei scomparve "Sono
qui sono qui" udirono Morihei chiamare da un punto a circa meta' delle scale che portavano al secondo piano.
Piu' tardi, tuttavia, Morihei apparve sconvolto quando gli chiesero di eseguire qualche altro trucco ninja
"Volete proprio che ci lasci la pelle per farvi divertire? Ogni volta che si eseguono tecniche si perdono da
cinque a dieci anni di vita"




Saito Morihiro, attuale responsabile del dojo di Iwama, ricorda: "Quando il Fondatore era in meditazione l'aria
era permeata da una spiritualita' grave e intensa, ma quando aveva terminato sentivamo il calore del suo amore e
della sua comprensione". L'agricoltura e l'Aikido erano tutta la sua vita, ed il suo mondo era il dojo.




All'ospedale gli venne diagnosticato un tumore al fegato: per tutta la vita Morihei aveva avuto disturbi al
fegato ed allo stomaco. Egli ne attribuiva I'origine ad una gara di bevuta di acqua salata che sostenne con un
giapponese praticante di yoga, che sfidava continuamente Onisaburo e qualsiasi seguace dell'Omoto-kyo
( e' piu' probabile che una delle cause fosse invece l'allenamento troppo duro a cui si sottoponeva). A sua
richiesta Morihei fu dimesso per restare vicino al suo dojo. Sebbene non fosse piu' in grado di dirigere
fisicamente gli allenamenti era capace di raccontare esattamente cosa accadeva basandosi unicamente sui rumori
che udiva provenire dal dojo. Le persone che gli stavano vicino affermavano che non era mai stato cosi forte;
il suo corpo devastato era ridotto ormai a poca cosa, ma era cosi pesante che dieci dei suoi allievi piu' forti
non erano capaci di sollevarlo.




Il 15 aprile condizioni di Morihei divennero critiche ed egli lascio' le ultime istruzioni agli amici e agli
allievi che gli rendevano visita: "L'aikido deve essere utile a tutto il mondo, Esercitatelo non per motivi
egoistici, ma per tutte le genti".

Le ceneri di Morihei furono sepolte nel tempio di famiglia a Tanabe, i suoi capelli furono suddivisi tra Ayabe nel tempio Aiki ed il dojo Kumano Juku.






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